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Il Libro d’ore di San Carlo Borromeo (1538-1584)
Officium B. Mariae ad usum Em[inenti]ae suae Dominus Carolus Boromeus S.R.E. Card. Tit. S. Praxedis Archiep. Mediol.
Manoscritto miniato su pergamena. Lombardia, probabilmente Milano, datato 1560. Legatura coeva seicentesca in pieno marocchino bordeaux, bordura dorata ai piccoli ferri sui piatti e fregi dorati al dorso, tagli dorati e cesellati, entro marmotta.
207 carte (99x64 mm), testo su 21 linee, scritto con inchiostro bruno in carattere tondo con interventi di carattere corsivo umanistico. Tutte le pagine sono incorniciate da una doppia filettatura bruna e dorata. Capilettera miniati in oro su fondo rosso, arancione o blu oppure in rosso su fondo dorato.
Sul recto della prima carta reca il ritratto miniato a piena pagina del giovane Carlo Borromeo, realizzato a penna a fini tratti, ed eventualmente da attribuire al pittore e miniaturista dalmata Giorgio Giulio Clovio (1498-1578). La miniatura è importante per l’iconografia di Borromeo, considerando gli scarsi esempi di ritratti giovanili del santo milanese.
Le carte dalla 190 alla 197 contengono l’
Ultima volontà dell’Anima fatta in forma di testamento e le
Proteste fatte da me Carolus misero peccatore, il quale desidero in questo poco di vita che mi resta, stare apparecchiato, per non esser colto dalla morte all’improvviso. La firma autografa di Carlo Borromeo “Carolus” si trova ripetuta più volte; in fine al testamento il luogo e la data "di Milano. 20 dec 1560".
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Annette Popel Pozzo
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