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Biblioteca – Fondo antico e manoscritti – Fondo Manoscritti

Carteggio Giacomo Manzù


Il Carteggio Giacomo Manzù (1908-1991) consiste in un gruppo di lettere scritte dallo scultore al pittore e critico d’arte Nino Bertocchi (1900-1956), dipanantesi lungo un arco temporale che va dall’agosto 1936 alla morte dell’amico, nel 1956. Questi documenti epistolari ci illuminano su uno dei sodalizi intellettuali più intensi dell’arte italiana del Novecento.

Manzù, celebrato come autentico “caso” della XXI Biennale, trova in Bertocchi il primo degli interlocutori colti ai quali affidare l’editing intellettuale del proprio lavoro, uno specchiamento critico che non valga garanzia mondana, ma autentica e sentita nourriture.
Quando nel 1942 Bertocchi pubblicherà l’album Manzù per l’Editoriale Domus, sulla cui gestazione il carteggio ci offre un’importante testimonianza, oltre che il prototipo con gli originali fotografici delle tavole, non potrà esordire che indicando "Le suggestioni donatelliane e correggesche, gli amori per il Pollaiuolo e per Michelangelo, le infinite curiosità di un cervello attentissimo ad ogni emergenza dello stile...".

Colpisce, al termine di questo epistolario, la sollecitudine che Manzù dimostra a Renata Colliva, moglie di Bertocchi e sorella di Lea, valente pittrice, dopo la scomparsa dell’amico: quasi a coronamento di una vicenda umana, ancor più che culturale, d’impareggiabile spessore.

Per informazioni:

Annette Popel Pozzo
tel. 02.76215315
fondoantico@bibliotecadiviasenato.it