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Il Teatro dialettale siciliano
Capuana, Luigi (1839-1915).
Nicola Feola di Valcorona. 'ntrichi e ... 'ntrichi! - cumedia in tri atti - tradutta 'n dialettu sicilianu da Luigi Capuana.
Manoscritto cartaceo autografo (275x225 mm) di 2 carte non numerate e di 56 carte numerate a mano. Testo in inchiostro bruno sul recto delle carte, con sottolineature dei nomi, titoli, argomenti degli atti e paginazione in rosso. Correzioni manoscritte in lapis e inchiostro. Sovraccoperta in brossura muta con titolo manoscritto di una seconda mano "Autografo della traduzione di Intrighi e intrichi di Luigi Capuana".
Luigi Capuana si interessa di letteratura fin da piccolo, e fa le prime prove come scrittore negli anni passati come scolaro del Real Collegio di Bronte. Pubblica un giornaletto tra il serio e l’umoristico e scrive una commedia che fa la caricatura delle abitudini dei suoi insegnanti. Nel 1861, a Unità d’Italia avvenuta, si trasferisce a Firenze, dove vivono due suoi quasi coetanei di Catania: il pittore Michele Rapisardi e Giovanni Verga. Capuana frequenta salotti letterari ed è instancabile frequentatore di spettacoli teatrali, una passione che si rifletterà più tardi nel
Teatro dialettale siciliano. Lo stimolo per la letteratura dialettale gli deriva sicuramente anche dall’amicizia con Leonardo Vigo, che fu il primo appassionato raccoglitore di canti popolari siciliani. A Milano, Capuana lavora come critico letterario e teatrale per il
Corriere della Sera, frequenta l’ambiente degli scapigliati; a Roma dirige Il
Fanfulla della domenica e conosce lo scrittore francese Emile Zola.
Una lettera manoscritta autografa inclusa al manoscritto
‘ntrichi e ‘ntrichi, datata Catania il 15 settembre 1907, dimostra il continuo lavoro sulle commedie in dialetto siciliano, anche se questi progetti come del resto
‘ntrichi e ‘ntrichi rimangono inediti: "Ribolle è già pronta, e spero che potrà essere rappresentata nella prossima stagione invernale, dove e da chi non so, nel periodo d’incertezza che oggi il teatro italiano attraversa".
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