EX LIBRIS. Gli ex libris italiani del Novecento - evoluzione e mutazione

La mostra, curata da Egisto Bragaglia, da decenni massimo esperto internazionale di ex libris, arte e iconologia, intende proporre una selezione di circa 70 opere, tutte risalenti al '900; di cui si segnalano in particolare i capolavori di Adolfo De Carolis, Alberto Martini e Antonello Moroni. Il percorso espositivo propone, inoltre, al pubblico gli ex libris premiati all'interno del primo concorso internazionale ex libristica Il carattere mobile da stampa e tipografia, promosso da Tif - Tipoteca Italiana fondazione e Museo del Carattere e della Tipografia. Il concorso, aperto ad artisti di tutto il mondo, ha raccolto in totale 578 opere. Completa l'esposizione una raccolta di 64 ex libris scelti, provenienti dal fondo della Fondazione Biblioteca di via Senato. La mostra, allestita presso la Fondazione Benetton dal 1 al 15 ottobre, prosegue fino al 22 dicembre nello spazio espositivo della preziosa Sala Campanella di via Senato 12.

Gli ex libris (foglietti o cartellini da libro ornati con fregi, figure e motti) nacquero intorno al 1459, parallelamente all'aumento della diffusione del libro, a sua volta dovuta all'invenzione della stampa, con l'obiettivo di dare alla proprietà dei volumi decoro e possibilità di distinzione, rendendone così più difficile il furto. La locuzione latina ex libris che precede il nome del proprietario significa "dai libri di". Probabilmente ispirati ai cosiddetti "segni di bottega", nacquero in Germania, non solo perché là ebbe origine la stampa, ma soprattutto perché là si sviluppò in maniera straordinaria la xilografia. Gli ex libris cambiarono sotto l'influenza delle scuole e dei governi, esprimendo tendenze, gusti letterari e artistici di più generazioni; nel XIX secolo si assiste allo sviluppo del collezionismo a livello internazionale e alla nascita di associazioni finalizzate a intensificare gli scambi e a incentivare la produzione di ex libris.

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Invito alla mostra