I FENICI. L'Oriente in Occidente

I centocinquanta reperti, provenienti dai principali Musei archeologici italiani e dai Musei della Città del Vaticano, sono esposti qui, alla Biblioteca di Via Senato, con l'intento di evidenziare il contributo dei Fenici alla trasmissione della cultura orientale in Occidente. La prima sezione della mostra riunisce materiali provenienti dal Vicino Oriente che illustrano il trasferimento in Occidente di modelli ideologici iconografici egiziani, assiri ed egei, carichi di simbologie e utilizzabili secondo funzioni propagandistiche di corte e tematiche religiose. Si possono vedere reperti rinvenuti prevalentemente in tombe principesche dell'Etruria, vasi in metallo, gioielli, oggetti in avorio, vetri, amuleti, alcuni frammenti di bassorilievi assiri e oggetti che rientrano invece in una produzione realizzata negli ambiti occidentali di ricezione, la cui decorazione risulta chiaramente mutuata dal repertorio orientale, terrecotte, scarabei, gioielli, avori, amuleti, bronzi, gusci di uova di struzzo.

Attraverso i materiali sono proposti anche alcuni temi che più connotano nell'immaginario collettivo la civiltà fenicio-punica, quali ad esempio la perizia nautica, esemplificata dall'esposizione di scenografici modelli di navi onerarie e da guerra, e la lavorazione della porpora. Spazio adeguato è dato alla scrittura perché nel mondo fenicio si è concluso quel processo di evoluzione che ha visto il passaggio dalle scritture ideografiche alla prima scrittura alfabetica. Un approfondimento è dedicato alla monetazione, in particolare punica, che ben dimostra l'ascendenza orientale di tale cultura, in particolare nelle leggende e nei motivi iconografici. Tra i diversi documenti che sono esposti per illustrare il tema della religione, particolarmente suggestiva l'esposizione di stele dai tofet, che ricostruiscono un angolo di questi santuari a cielo aperto. L'ultima sala della mostra è dedicata alla punicomania, ai miti Fenici radicati nella memoria collettiva europea, con l'esposizione di documenti, in particolare tre preziosi volumi miniati del XV e XVI secolo, raffiguranti scene con Didone e Annibale, e una raffinata edizione, con illustrazioni déco, della Salammbô di G. Flaubert.

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