I MACCHIAIOLI

La mostra, che si è tenuta alla Fondazione Biblioteca di via Senato dal 3 dicembre 2005 al 18 giugno 2006, ha presentato un'accurata selezione della pittura dell'Ottocento con la curatela scientifica dell'Istituto Matteucci di Viareggio. La rassegna ha presentato per la prima volta al grande pubblico trentaquattro dipinti fondamentali della scuola dei Macchiaioli e si è proposta come un ragionato sondaggio storico-critico su una delle fasi più significative dell'arte moderna italiana. Il percorso espositivo, che va dall'Unità d'Italia agli inizi del nuovo secolo, presenta personalità artistiche di primo piano quali Cristiano Banti, Giovanni Boldini, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Adriano Cecioni, Giovanni Costa, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Federico Zandomeneghi e figure di letterati, mercanti e amici a loro vicini che, come Diego Martelli, Federico Pastoris, Ferdinando Martini e Ugo Ojetti, in qualche modo li hanno sostenuti. L'originalità del progetto sta nel taglio del tutto nuovo: la rilettura della pittura macchiaiola attraverso gli scritti del tempo, non necessariamente legati in modo stringente alle opere esposte, ma, pur tuttavia, evocativi di ambienti, situazioni e temperamenti cui tali scritti, tacitamente, rimandano. È stata infatti prevista una sezione specificatamente documentaria nella quale saranno riunite una serie di testimonianze bibliografiche strettamente connesse all'ambiente artistico toscano della seconda metà dell'Ottocento.

La mostra ha consentito di inquadrare da più angolature un preciso contesto storico-sociale e al tempo stesso ha offerto uno spaccato significativo della portata che la rivoluzione macchiaiola ebbe all'epoca. Con questo progetto, la rassegna ha voluto farsi portavoce della memoria e custode dell'opera di alcune delle più importanti personalità che diedero un significativo apporto alla nascita, alla diffusione e al rinnovamento della cultura figurativa del nostro Ottocento.

Le curatrici, Elisabetta Palminteri Matteucci e Francesca Panconi, direttrice e responsabile del coordinamento scientifico dell'Istituto Matteucci, hanno selezionato opere iconograficamente eterogenee (di provenienza privata) che, attraverso le schede del catalogo, contribuiscono anche a restituire un vivace profilo umano e artistico dei singoli pittori.

Accanto a celebri capolavori quali I Soldati del '59, le due stesure preliminari per L'assalto alla Madonna della Scoperta e la grande tela Cavalli al pascolo di Fattori, Una veduta in Piagentina di Lega, Preparativi per la processione di Zandomeneghi e il Ritratto di Mary Donegani di Boldini, hanno figurato opere note alla letteratura ma non più viste da tempo, affiancate da altre assolutamente inedite la cui visione ha costituito, certamente, un ulteriore contributo alla conoscenza del movimento toscano.

Completa la mostra un catalogo pubblicato dalla BvS Edizioni (casa editrice della Fondazione Biblioteca di via Senato), riccamente illustrato con un saggio introduttivo di Carlo Sisi, direttore della galleria d'arte moderna e della Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze.

Attività didattiche: la mostra è stata corredata da diverse attività didattiche (visite guidate, visite teatralizzate, incontri e conferenze d'arte, laboratori didattici).

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