TOSCANINI

Il Maestro

Sin dal periodo torinese (1895-1898), durante il quale Arturo Toscanini, prima al Teatro Regio poi al Carignano, attuò alcune innovazioni nella direzione orchestrale destinate a divenire prassi comune dell'epoca - estremo rigore filologico del testo funzionale alla logica scenica e a una fedele interpretazione dei ruoli, puntuale aderenza al carattere storico-psicologico del dramma attraverso una scenografia e una regia in grado di rifletterne appieno lo spirito - e, nel contempo, attuò una personale concezione interpretativa fondata sull'intimo binomio Verdi-Wagner, strinse una serie di relazioni con personalità artistiche, che avrebbero inciso profondamente sui suoi futuri orientamenti estetici.

Il Collezionista

Sarà l'amicizia con Leonardo Bistolfi, suggellata nel 1898 dalla partecipazione dello scultore all'Esposizione Nazionale torinese, durante la quale il maestro terrà una serie di concerti inaugurali, a mettere in contatto Toscanini con il mercante - pittore Vittore Grubicy De Dragon. Tra i due nasce così uno stretto sodalizio estetico-culturale, del quale sono ancora oggi tangibile testimonianza i dipinti puntualmente acquistati, su suggerimento del mercante, dal direttore d'orchestra. I vantaggi, non solo economici, che Grubicy ne trarrà, gli assicureranno un discreto benessere, sino alla morte avvenuta nel 1920. Niente esclude che proprio quel rapporto possa avere avuto importanti riflessi su taluni aspetti inerenti alla professione del maestro, non ultimo le originali scelte scenografiche adottate alla Scala, principalmente dal 1921 al 1929, periodo del suo ultimo sodalizio con il teatro milanese, prima di assumere la direzione musicale della New Philharmonic di New York. Ad affinare la sua sensibilità di collezionista fuori dagli schemi che sa guardare al realismo con un occhio rivolto alle istanze del proprio tempo hanno concorso oltre alle relazioni amichevoli con artisti quali Giacomo Grosso, Benvenuto Benvenuti, Adolfo Wildt e Arturo Tosi, le frequentazioni del mercato milanese del primo dopoguerra, da cui ebbe modo di alimentare ed appagare la sua passione collezionistica; passione che lo portò a dare vita, con spirito lungimirante, ad una selezionata raccolta della scuola macchiaiola e divisionista.

Le opere

Dal nucleo di opere identificate emergono, essenzialmente, questi due indirizzi stilistici, estremamente divergenti tra loro ma, sotto certi aspetti, complementari per quanto di rigorosamente scientifico e di profondamente ispirato convive nella poliedrica personalità di Toscanini. Trovano così giustificazione alcune presenze solo all'apparenza contraddittorie nel gusto e divergenti per ambito culturale quali Pastura in montagna di Raffaello Sernesi, La Lettura di Silvestro Lega, Neve in agosto a Schilpario di Grubicy. Per non parlare della Toilette del mattino di Telemaco Signorini, opera fondamentale della collezione, acquistata direttamente alla vendita dell'atelier del pittore fiorentino, presso la Galleria Pesaro di Milano nel 1929 e che, non a caso, per le molteplici e ardite implicazioni di un soggetto che si direbbe tratto da un racconto di Zola, ha costituito un modello scenografico di riferimento per un regista colto e raffinato come Luchino Visconti.

La mostra è realizzata in collaborazione con l'Istituto Matteucci di Viareggio e l'Associazione Amici della Scala. In catalogo un saggio di Elisabetta Palminteri Matteucci, Fernando Mazzocca, Francesca Velardita, e testimonianze di Armando Torno, Ubaldo Mirabelli, un contributo di Anna Crespi, Vittoria Crespi degli Amici della Scala. Un prezioso apporto per l'allestimento della sezione documentaria sarà offerto dal Museo d'Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, presso i cui archivi sono conservati i Fondi Grubicy e Benvenuti.

Fra i documenti in mostra infatti, le schede autografe nelle quali Manzoni indicava agli artisti le proprie istruzioni per l'esecuzione dei disegni dell'edizione illustrata dei Promessi Sposi del 1840: uno per uno l'autore annotava i momenti del romanzo da illustrare, i tempi e le inquadrature da dare alle immagini, le dimensioni, l'inserzione e la distribuzione rispetto al testo. Di queste indicazioni si giovò il pittore Francesco Gonin, presentato a Manzoni da Massimo d'Azeglio e incaricato di illustrare il romanzo con una sequenza compiuta di vignette. Oltre a una selezione di esse, la mostra, attingendo dal cospicuo fondo manzoniano acquisito e conservato oggi dalla Biblioteca di via Senato, presenta alcune edizioni illustrate del XIX e XX secolo a testimonianza della qualità e validità degli incisori e illustratori - da Gonin a Previati e altri - che hanno illustrato l'opera di Manzoni.

Un nucleo prezioso e inedito, proveniente sempre dal fondo manzoniano della Biblioteca di via Senato, è rappresentato dai disegni originali realizzati da Giacomo Mantegazza per il celebre concorso bandito nel 1895 da Hoepli per un'edizione illustrata dei Promessi Sposi. Giacomo Mantegazza realizzò immagini suggestive e ricche di vivaci citazioni del mondo milanese grazie alle quali arrivò secondo dopo Gaetano Previati.

Alla rassegna bibliografica si affianca anche una sezione dedicata a opere di importanti artisti dell'Ottocento, tra i quali Massimo d'Azeglio, Giuseppe Molteni e Luigi Bianchi che ritraggono il grande scrittore o si ispirano ai luoghi, ai personaggi e agli episodi dei Promessi Sposi. Le opere, provenienti da raccolte pubbliche e private, risultano preziose per una ricostruzione storico-letteraria della fortuna del romanzo, come nel caso della Lettura in famiglia di un punto commovente dei Promessi sposi di Emilio De Amenti.

Come per tutte le altre esposizioni della Fondazione, la mostra è corredata da diverse attività didattiche, quali visite guidate per Scuole (di ogni grado e ordine) e per adulti, incontri, conferenze, laboratori didattici, visite teatralizzate, serate di lettura, spettacoli teatrali rivolti alle Scuole ma anche al grande pubblico.

Catalogo della mostra

TOSCANINI
tra note e colori
Traduzione italiano
Mese di pubblicazione marzo 2007
Formato 250x280 mm. Illustrazioni 38 a colori, 30 in b/n, 152 minimali in b/n. Pagine 160 Legatura brossura. Codice ISBN 978-88-87945-91. Prezzo € 50,00

L'unico catalogo che presenta per la prima volta la collezione d'arte completa di Arturo Toscanini, che non solo fu grande direttore d’orchestra e uno tra i più autorevoli interpreti della cultura italiana nel mondo, ma anche conoscitore e fine estimatore dell'arte.

La raccolta d'arte italiana dell'Ottocento e Novecento è stata riunita dallo stesso Arturo Toscanini nell'arco di mezzo secolo – anche su indicazione dei due grandi amici, nonché mentori Vittore Grubicy e Leonardo Bistolfi – e ospitata nelle sue residenze di Milano e di New York. Il catalogo propone per la prima volta la catalogazione scientifica dell'intera collezione di opere d'arte originariamente appartenuta al Maestro e, purtroppo, in gran parte dispersa. Vengono, inoltre, presentate analiticamente con schedatura storico-artistica le circa trenta opere selezionate ed esposte nella mostra che si tiene a Milano presso la Fondazione Biblioteca di via Senato (unico omaggio della città che tanto ha amato e tanto ha ricevuto dal Grande Toscanini). Corredano la catalogazione delle opere i contributi, saggi o testimonianza, di illustri nomi quali Prof. Fernando Mazzocca (Storico dell'arte), Prof. Armando Torno (Storico dell'arte e Musicologo), Dott.ssa Anna Crespi e Dott.ssa Vittoria Crespi dell'Associazione Amici della Scala, Dott.ssa Elisabetta Palminteri Matteucci dell'Istituto Matteucci di Viareggio, Dott.ssa Francesca Velardita (conservatore archivi storici del mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), Prof. Ubaldo Mirabelli (ex Sovrintendente Teatro Massimo di Palermo). Il catalogo contiene presentazione e prefazione del Prof. Vittorio Sgarbi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Il catalogo viene pubblicato in occasione della mostra che la Biblioteca di via Senato presenta nei propri spazi dal 31 marzo al 7 ottobre 2007.

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